PREMIO DI DRAMMATURGIA MARIANGELA MELATO - ROMA 2013
Il Racconto
La difficoltà per le donne di conciliare il lavoro e la possibilità di fare carriera con i tempi di vita intesi come gestione dei figli, della casa e della famiglia in generale, vengono messi in scena attraverso uno spettacolo teatrale le cui vicende intrecciano la commedia goldoniana al tema delle contraddizioni e complicità delle donne. I funanbolismi delle donne sono rappresentati da due attrici che cercano di conciliarela loro vita quotidianacon il lavoro, districandosi fra impegni familiari, incombenze domestiche e lavoro scenico. Il loro repertorio attinge alla commedia dell'arte e alle commedie di Carlo Goldoni, che rappresentano continuamente, interpretando anche tutti i personaggi, per risparmiare sui costi.
Le storie personali delle due, Isa (Isabella) e Bea (Beatrice) si rivelano nei fuori scena dietro le quinte ma anche in scena: le vicende delle protagoniste della Casanova di Goldoni si intrecciano con quelle delle donne dei giorni nostri creando un canovaccio femminile originale, in cui contemporaneamente si sviluppa la storia della Commedia Goldoniana e la storia di Bea e Isa, attrici per sopravivere e per arte. Le acrobazie della vita si riflettono sulla scena, recitare, interpretare tanti personaggi anche maschili, badare ai figli, tirare a campare, risolvere i problemi quotidiani emotivi ed effettivi e pratici: tutto questo contemporaneamente crea situazioni di volta in volta comiche, surreali, poetiche e anche di equilibrismo virtuoso.
Va in scena la commedia delle donne alle prese con mille incombenze in un mondo che non è registrato sulla loro indole un mondo sfasato. che sono costrette a seguire comunque in modo inconsulto. inconsulto. Ma è la commedia non una tragedia: il lieto fine è più una convinzione che una speranza per Isa e Bea che finalmente, quando è calato il sipario, progettano insieme il prossimo canovaccio studiato a misura per loro.
RECENSIONI DELLO SPETTACOLO
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Braidotti e Manzari sono due camaleonti da commedia dell’arte, in quella che diventa una deliziosa miniatura goldoniana. Il testo parallelo, invece è così verosimile a una possibile realtà. Un attrito in una commedia che vorrebbe l’ambizione di dire di più sull’arte del teatro e su quello che è diventato l’arte di arrangiarsi a teatro oggi. Il senso claustrofobico di una coperta ormai troppo corta e un punto di non ritrovo che è ben espresso dal frenetico avvicendarsi di ruoli, vestiti, personaggi. L’UNITA' Martedì 8 gennaio 2013 Rossella Battisti
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Molto buona l’interpretazione da entrambi le attrici che hanno saputo rappresentare il modo femminile con le sfaccettature che lo contraddistinguono: se da un lato infatti è stata ben evidenziata la tenacia e la costanza nel cercare la propria realizzazione nonostante il doversi districare tra i mille impegni che la vita richiede, da un altro lato non è mancata la capacità delle due interpreti di portare in scena anche quei difetti che fanno parte dell’essere donna caratterizzati, a esempio, dall’incapacità a volte di superare le piccole ingiustizie e ripicche che fanno parte della vita. IL GAZZETTINO Lunedì 23 maggio 2011 Clarissa Loreti