
Residenza teatrale
LA SCENA DELLE DONNE CONNESSIONI GENERAZIONALI
SETTEMBRE 2022
La marginalità delle donne in ambito culturale, soprattutto teatrale è ancora frutto della mancanza di una tradizione e trasmissione del contributo culturale femminile.
Solo da circa 50 anni è incominciato il recupero della presenza femminile nella società e nella cultura del passato, avviato dalle donne che cercavano un retroterra storico per fondare un’identità collettiva di genere.
Nonostante il ricco recupero di tutta la produttività e creatività culturale femminile il settore teatrale in Italia continua ad essere monco di questa cultura che spesso le giovani generazioni di artisti ed artiste ignorano.
LA SCENA DELLE DONNE – CONNESSIONI GENERAZIONALI vuole colmare questa lacuna di conoscenza che ancora ammanta la cultura teatrale, nella consapevolezza che l’affermazione delle donne in campo artistico (come in tutti gli altri campi) tragga energia e forza dal riconoscimento della testimonianza creativa del genere femminile.
Le connessioni generazionali, che prevedono proposte sia di formazione che di rappresentazione, hanno una forte valenza culturale con l’intento di creare vere e proprie connessioni fra le madri simboliche del teatro, le registe ed autrici contemporanee e le giovani leve del teatro.
Dal 9 al 14 settembre Polcenigo (borgo tra i più belli d’Italia) ha ospitato la residenza dedicata ad autrici teatrali del passato sotto forma di seminario condotto da autrici, drammaturghe ed attrici del panorama teatrale italiano.
A seguire il laboratorio teatrale sono stati Alice Bonvini, Elisabetta Cerioni, Federica Clementi, Serena Guardone, Virginia Risso, Alice Gera, Luca Darrigo, Flavia Bakiu, Arianna Addonizio artiste ed artisti provenienti da tutta Italia che con grande passione ed entusiasmo hanno intrapreso questo studio analizzando diversi testi ed autrici:
“La città delle donne” di Christine de Pizan (1400), prima scrittrice di professione in Francia, a cura della drammaturga Patrizia Monaco;
“La semplicità ingannata” di Arcangela Tarabotti (1600) sulla costrizione delle donne al monachesimo, a cura dell’attrice/autrice Marta Cuscunà e dalla docente Francesca Medioli;
“Los empeños de una casa” di Inés de la Cruz opera ispano-americane tardobarocche con protagonista una donna, a cura di Tania Chirino;
“Déclaration des droits de la femme et de la citoyenne” di Olympe de Gouges (1791) sui diritti delle donne, a cura di Sabrina Morena;
“Sab” di Gertrudis Gómez de Avellaneda (1800) su schiavitù e condizione femminile nel XIX sec., a cura della regista Alina Narciso.
La residenza si è conclusa il 14 settembre nel Teatro di Polcenigo con la realizzazione di una piccola performance.
Rivolgiamo un grazie speciale a tutti gli artisti che hanno partecipato sia in docenza che come gruppo di studio, la Foresteria di Polcenigo per l’accoglienza, il Comune di Polcenigo per la collaborazione, Palazzo Salice Scolari per l’ospitalità dell’incontro su Arcangela Tarabotti, il Comune di Fontanafredda per l’ospitalità dello spettacolo su Olympe de Gouges

