PROGETTO REGIONALE 2018: "QUEL CHE RESTA DELLA GUERRA"

QUEL CHE RESTA DELLA GUERRA chiude il cerchio della produzione drammaturgica del periodo bellico integrando tutti i racconti che si sono sviluppati nel corso dei progetti con quello di ciò che accadde subito dopo e che fu foriero della storia successiva del secolo scorso. Se per il 1914 il messaggio pacifista inascoltato di Bertha Von Suttner, che denunciava già allora gli interessi economici della guerra, era il filo conduttore del racconto sui venti di guerra che spiravano sui territori ancora neutrali, a fine conflitto e dopo, lo stesso messaggio sottende come monito premonitore degli eventi successivi. Alle sofferenze dell’occupazione, a guerra ‘vinta’, i disastri si enumerano sulle conseguenze che sconvolsero la società, profondamente cambiata. Le ferite provocate dalla guerra si protrassero all’ultimo, dai mutilati e dai malati di mente ai profughi che, tornati dopo la guerra, ripresero la strada dell’emigrazione, dalle strutture produttive ed abitative distrutte alla devastazione dell’economia rurale, ai figli della guerra, uomini e donne testimoni degli eventi del Novecento, la società italiana si avviava a subire ciò che la Storia riservò al nostro Paese subito dopo. Il racconto complesso e globale su quelle vicende, che per ogni allestimento prevede il collegamento al “dopo” in una specie di coazione a ripetere storica ed all’oggi dove ancora continua la follia della guerra, il messaggio di Bertha Von Suttner rimane di una attualità tanto evidente quanto misconosciuta. Esso si sviluppa in una rassegna di spettacoli ed eventi sul territorio del Friuli Venezia Giulia con repliche in Veneto, in Italia, in Slovenia ed in Croazia. Gli spettacoli, frutto del lavoro drammaturgico di questi anni e che si protraggono nel 2018 e 2019, si avvalgono di una accurata ricerca storica e bibliografica per ogni vicenda raccontata e per ogni luogo dove avvengono gli spettacoli. Agli eventi teatrali, che sono un insieme di musica e teatro, si aggiungono incontri ed escursioni e si coinvolgono i giovani sia per la ricerca e la rappresentazione che come pubblico partecipante.

Gli spettacoli vengono realizzati nell’arco temporale estate 2018 - estate 2019 in 14 località dalla pianura del Friuli Occidentale (Azzano Decimo, Polcenigo, Cordovado, Pordenone, San Quirino, Sacile) alla zona montana ( Resia, Tramonti di Sopra, San Pietro al Natisone), alla zona collinare (Ragogna), alla zona lagunare (San Giorgio di Nogaro), con estensioni in Veneto (Trevignano), Sardegna (Cagliari) ed in Croazia (Buije).

 

PROGETTO REGIONALE 2017: "LA FUGA DAL FRIULI, Autunno 1917 - Primavera 1918: chi scappa, chi resta, chi arriva, chi resiste"

“LA FUGA DAL FRIULI Autunno 1917-Primavera 1918: chi scappa, chi resta, chi arriva, chi resiste” racconta le storie patite dal territorio nella prima guerra mondiale dopo la disfatta di Caporetto dando voce alle testimonianze della popolazione e dei soldati che vissero quei tragici momenti, con allestimenti teatrali puntuali che ripercorrono l’invasione del Friuli, il disorientamento degli eserciti sbandati, gli episodi di eroica resistenza, la profuganza di chi scappò, i soprusi, le razzie, gli stupri e infine i figli della guerra, in un quadro di desolazione e disorientamento di dimensioni epiche che si collega alle attuali tragedie della guerra. Il progetto si configura come un viaggio teatrale da Est verso Ovest nelle cui stazioni, (località significative dal punto di vista storico ed anche turistico) si svolgono gli eventi performativi. Gli spettacoli prevedono il coinvolgimento della popolazione locale, soprattutto giovani, nel ruolo del coro, secondo gli stilemi della tragedia greca, avvalendosi della consulenza del regista greco Nikos Goudunakis. La drammaturgia è realizzata elaborando ricerche e studi di fonti documentarie e testimoniali. I 14 spettacoli si svolgono in differenti modalità con allestimenti dedicati ad ogni luogo: reading, monologhi con musica dal vivo, spettacoli collettivi con la partecipazione del pubblico, impegnando complessivamente 7 attori e 2 musicisti.

 

PROGETTO REGIONALE 2016: "UN LUNGO OZIO SENZA UN MINUTO DI RIPOSO" 

L’Itinerario narrativo ed espressivo lungo i luoghi della guerra, fronti e retrovie mette in scena alcuni episodi e situazioni verificatesi nel 1916 e 1917 con rappresentazione di eventi teatrali e musicali nei luoghi dove questi episodi avvennero, organizzando escursioni e gite per il pubblico per raggiungere il luogo dello spettacolo. Gli eventi riguardano gli episodi occorsi sui fronti montani:

•          SCONTRI SUL FRONTE MONTANO CARNICO E DELLE DOLOMITI (la guerra delle mine-la guerra della neve). L'evento per ricordare questi fatti viene presentato in data 11 settembre con l'organizzazione di una gita lungo i sentieri di guerra in montagna.

•          LA RESISTENZA IN VAL CELLINA. L’offensiva austriaca nel 1917 si riversa sul fronte delle dolomiti friulane, dove l’esercito italiano resiste sulla forcella clautana al battaglione Wurtemberg guidato da Rommel, episodio che precede lo sfondamento di Caporetto. Rappresentazione a Claut.

•          GLI OSPEDALI DA CAMPO AL FRONTE E NELLE RETROVIE 

Allo scoppio della guerra non s’immaginavano tanti feriti e l’emergenza ospedali e medici ed infermiere emerge da subito: storie di crocerossine, di ospedali, di università di medicina come quella di San Giorgio di Nogaro e degli ospedali allestiti nelle retrovie (nei territori di Sesto al Reghena e Cordovado) e il racconto dei nosocomi dei malati di mente, definiti “scemi di guerra”. La rappresentazione permette di mettere in scena e raccontare la follia generata alla guerra, l’umanità delle crocerossine e dei medici ma anche il racconto della quotidianità di studenti, infermiere e medici, che daranno alla cittadina di San Giorgio di Nogaro, centro del comando militare anche momenti di spensieratezza.

Rappresentazione a San Giorgio di Nogaro, dove sorse nel 1916 l’università di medicina e nel territorio tra Sesto al Reghena e Cordovado dove si trovavano altre strutture sanitarie. Gita storica naturalistica gastronomica nella laguna di Grado, domenica 18 settembre.

•          I CASINI DI GUERRA E LE PROSTITUTE

I bordelli militari soprattutto concentrati a Udine dove si riversavano i sodati dal fronte per brevi licenze sono spunto per raccontare la vita, le condizioni dei soldati e delle donne prostitute, la miseria e della guerra e del meretricio e nello stesso tempo scampoli di umanità e di desiderio.

Diverse attrici si alternano nei racconti nei quartieri delle città dove si trovavano questi luoghi e presso un teatro cittadino.

Rappresentazione a Udine sia in forma itinerante nei luoghi dove si trovavano le case di tolleranza, sia in teatro, con replica a Pradamano.

•          L’ALIMENTAZIONE DEI SOLDATI E L’IMPORTANZA DELLE CUCINE E DEI CUOCHI DI GUERRA

L’alimentazione e le condizioni dei soldati viene messa in scena attraverso i racconti pervenutaci dai diari di Ugo Cavallo, che a Santa Maria La Longa insedia la mensa in una casa rurale e si improvvisa macellatore, e la storia del giovane cuoco Codognotto di Pravisdomini che vedrà la guerra dalle cucine dei vari fronti evitando così la trincea. La scena dei racconti si svolge mentre viene preparato da cuochi attori un rancio per condividere insieme al pubblico un pasto simile a quello che potevano consumare i soldati al fronte. Rappresentazione teatrale a Polcenigo in data 1 settembre, "OTTIMO ED ABBONDANTE - IL RANCIO E I CUOCHI NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE", preso il palazzo Salice - Scolari in occasione della sagra dei Thest.

L’ECONOMIA DI GUERRA

Alcune attività economiche prendono avvio proprio nel 1916 e le commesse di guerra saranno stimolo al loro sviluppo. La guerra porta distruzione e miseria, ma per alcune attività artigianali sarà invece un’occasione di sviluppo. L’attività dei cordai a Pordenone trovò un inaspettato incremento per la produzione di maniglie di corde per le cassette di munizioni, di triano dei carri e dei cannoni, così come altre piccole attività artigianali ed industriale troveranno nell’economia di guerra quello stimolo che premetterà loro dopo la guerra di svilupparsi. Il racconto sviluppa sia i grandi che i piccoli interessi di guerra rivelando le contraddizioni che ogni guerra manifesta fra distruzione e rilancio successivo dell’economia.

Repliche a Pordenone, Porcia e Fiume Veneto.

•          DONNE IN GUERRA

Le portatrici del Natisone hanno dato analoga e preziosa opera di sostegno alle truppe italiane, come quelle carniche. I racconti vogliono ricordare le meno note portatrici della Slavia. Il racconto sviluppa anche l’effetto che ebbe sulle donne questo impegno di guerra, avviando i primi segni dell’emancipazione femminile. Lo spettacolo viene rappresentato a San Pietro al Natisone.

•          RAGAZZI IN GUERRA TRA DUE FUOCHI

Lo spettacolo è una sintesi drammaturgica di tutti i contenuti della ricerca includendo le esecuzioni sommarie le mutilazioni infertesi dai soldati, i dati della guerra e l’epilogo della vittoria come preambolo del fascismo.